DEI GIUDICI E DELLE PENE: CORRUZIONE NEL TRIBUNALE FALLIMENTARE

Minacce al testimone, arrestata giudice della Fallimentare

In cala viola, calaviola, Chiara Schettini, corruzione, Fallimentare di Roma, Fallimenti aziende sane, fallimenti pilotati, Frasca Daniela, Letizia Proietti, Massimo Ottaviano Ovidio Grisolia, Massimo Silvestri, natura park, orosei, playa esmeralda on luglio 3, 2013 at 7:33 am

NON aveva mai mandato giù il provvedimento con cui il Csm l’ aveva sanzionata trasferendola al tribunale civile dell’ Aquila e togliendole sei mesi di anzianità. Per questo aveva tentato in ogni modo di convincere l’ avvocato Gianfranco Torino, autore della denuncia per falso che aveva determinato il trasferimento, a ritrattare. Fino a mandargli a studio, lo scorso marzo, un uomo con accento slavo per minacciarlo e indurlo a sottoscrivere la revisione della testimonianza. Da ieri Chiara Schettini, ex giudice del tribunale fallimentare di Roma indagata a Perugia per peculato, corruzione e falso ideologico e materiale per aver pilotato alcune sentenze, è reclusa a Rebbibia. A far scattare le manette, su richiesta dei magistrati umbri, sono state proprio le intimidazioni a Torino, per le quali adesso il giudice è accusato pure di violenza e minaccia. Il tutto, scrive il gip di Perugia Lidia Brutti, «al fine di ottenere l’ impunità». L’ arresto è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale di Perugia che, insieme al pm Manuela Commodi, hanno anche perquisito l’ abitazione del magistrato in via Bruxelles, a Roma. L’ indagine nasce da quella romana che ha portato all’ arresto di 14 membri della «cricca» di avvocati e commercialisti che, grazie alla complicità di alcuni giudici, è riuscita a ottenere «provvedimenti pilotati» e consulenze d’ oro su decine di ricchi fallimenti. Nel registro degli indagati di Perugia, oltre a Schettini e all’ ex presidente di sezione Fausto Severini (accusato di peculato e falso ideologico), ci sono altri 14 nomi, gli stessi già coinvolti nell’ inchiesta romana, tra cui il commercialista Piercarlo Rossi, ex compagno e padre del figlio di Schettini. Ieri il gip umbro ha disposto una nuova misura in carcere per quattro di loro e i domiciliari per altri nove. Quanto a Schettini, difesa dagli avvocati Carlo Arnulfo e Giovanni Dean, c’ è il pericolo che reiteri i reati anche a L’ Aquila e inquini le prove. Il gip cita le minacce all’ avvocato Torino e una mail a Rossi, con «veri e propri avvertimenti». Schettini sostiene che le minacce a Torino nascano da un malinteso. Gli intermediari a cui si era rivolta per convincerlo a ritrattare le avrebbero fatto credere che l’ avvocato (in realtà ignaro) chiedeva 15 mila euro. Soldi intascati in realtà da loro. Da qui le minacce di Schettini al legale in una lettera a uno degli intermediari dopo il rifiuto di Torino di ritrattare.
DOMENICO LUSI
13 giugno 2013 12     sez. ROMA

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