DEI GIUDICI E DELLE PENE: CORRUZIONE NEL TRIBUNALE FALLIMENTARE

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Cinque milioni di tangenti al giudice della Fallimentare

In calaviola, Chiara Schettini, Fallimentare di Roma, Fallimenti aziende sane, Frasca Daniela, Letizia Proietti, Massimo Ottaviano Ovidio Grisolia, Massimo Silvestri, natura park, orosei, playa esmeralda on luglio 3, 2013 at 7:28 am

AVEVA una vera passione per le case Chiara Schettini, il giudice della Fallimentare finito in manette con l’accusa di peculato, corruzione, e minacce per aver pilotato sentenze e intimidito un testimone.
Fin qui le indagini della procura di Perugia hanno stabilito che il giudice si sarebbe appropriato di almeno 4,8 milioni provenienti da tre fallimenti (Domitia Hospital srl, Tecnoconsult srl e Pasqualini spa) finiti nel mirino della cricca di avvocati e commercialisti che per anni avrebbe ottenuto, grazie a Schettini, consulenze d’oro e liquidazioni a creditori fittizi. Gli investigatori sospettano che parte del “bottino” sia stata investita in quattro immobili: due a Roma, uno Fregene e uno a Madonna di Campiglio. Il dato emerge dall’ordinanza di arresto di Schettini. Dalle indagini, scrive il gip Lidia Brutti, è emerso che Schettini, insieme al commercialista (indagato) Piercarlo Rossi, ex compagnoe padre del figlio del magistrato, trattò l’acquisto di un appartamento in via del Colosseo. Pagato con 650 mila euro «transitati estero su estero, girati da De Vittori (Federico, fiduciario di Lugano indagato a Roma, ndr) e rinvenuti dal credito ceduto dall’inesistente Baldi alla Allegra Investment» di De Vittori. Più altri 370 mila euro in assegni circolari liquidati per il fallimento Domitia Hospital. Secondo il gip l’interesse di Schettini per la casa si spiega con il fatto che era già la proprietaria di fatto di appartamento all’interno 7, adiacente a quello oggetto della trattativa. Il giudice lo acquistò per 183 mila euro da un ente del comune, facendo comparire come proprietaria l’affittuaria.
Ad ammettere, indirettamente, la proprietà delle due case è la stessa Schettini. Da alcune intercettazioni emerge che fu lei a pagare, lo scorso dicembre, l’Imu, attraverso una terza persona («Guarda, paghi tu, poi passi da me, ok?»). Schettini parla anche dell’Imu per due abitazioni a Fregene e Madonna di Campiglio, entrambe formalmente intestate a due società oggetto di un mandato fiduciario conferito da Rossi alla Selfid spa sequestrato dalla magistratura. Al telefono Schettini si dice preoccupata per il sequestro, dal momento che i due immobili sono suoi. Nelle carte c’è anche una lunga lista di regali ricevuti dal commercialista Federico Di Lauro, curatore del fallimento Pasqualini, tra cui una vacanza in barca in Sardegna. E un gommone da 60-70 mila euro che Schettini provò ad acquistare garantendo al proprietario «un ricco incarico in una procedura fallimentare».
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DOMENICO LUSI
14 giugno 2013 19     sez. ROMA

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Chiara Schettini, ex giudice fallimentare di Roma arrestata. “Sentenze pilotate”

In cala viola, calaviola, caso sannino, Chiara Schettini, corruzione, Fallimentare di Roma, Fallimenti aziende sane, fallimenti pilotati, Frasca Daniela, Letizia Proietti, Massimo Ottaviano Ovidio Grisolia, Massimo Silvestri, natura park on giugno 14, 2013 at 10:09 am

PERUGIA – Chiara Schettini, ex giudice fallimentare del Tribunale Roma, è stata arrestata mercoledì mattina su disposizione della Procura di Perugia. Il provvedimento sarebbe legato alla sua attività professionale nella Capitale.

Il giudice, nel frattempo trasferito ad altra sede, è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Perquisizioni sarebbero ora in corso da parte dei magistrati perugini a Roma.

La giudice è accusata dai pm di Perugia di essere coinvolta in una “cricca di avvocati e commercialisti che imperversava alla Fallimentare di Roma”. Insieme a lei, iscritti sul registro degli indagati ci sono anche il presidente della sezione che ha adottato la maggior parte delle sentenze finite sotto inchiesta, Fausto Severini, e il giudice a latere Nicola Pannullo.

Il nome della giudice Schettini era balzato agli onori delle cronache alcuni anni fa in merito alla controversa sentenza, da lei firmata, che diede momentaneamente il via libera all’utero in affitto per una donna che non riusciva ad avere figli.

La cricca dei curatori fallimentari, sarebbe secondo l’accusa, di una serie di sentenze pilotate che attraverso la redazione di documenti falsi e scritture notarili con firme “taroccate”, avrebbero lasciato confluire quantità ingenti di denaro su conti correnti bancari in Svizzera e a Cipro, per poi sparire nei paradisi fiscali.

L’incredibile storia dei Sannino

In Fallimentare di Roma on aprile 22, 2009 at 9:37 pm

Storia sconcertante proveniente dal Tribunale Fallimentare di Firenze. Il giudice Puliga e i suoi concubini truffano decine e decine di aziende condizionando una intera economia.

I coniugi Sannino si ribellano e non si arrendono a coloro che gli hanno sottratto tutti i loro averi con un raggiro che avrete modo di leggere è davvero pazzesco.

Questo articolo è tratto dal sito che vi consiglio di visitare: http://www.casosannino.com Leggi il seguito di questo post »