DEI GIUDICI E DELLE PENE: CORRUZIONE NEL TRIBUNALE FALLIMENTARE

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Roma, “fallimenti illegali per intascare denaro” a processo giudice Schettini

In cala viola, calaviola, caso sannino, Chiara Schettini, corruzione, Fallimentare di Roma, Fallimenti aziende sane, fallimenti pilotati, Letizia Proietti, natura park, orosei, playa esmeralda on aprile 12, 2016 at 8:43 am

Avrebbe agito con l’aiuto di di alcuni curatori fallimentari. Le accuse sono di peculato, falso, corruzione e minacce

di FRANCESCO SALVATORE

Dall’alto del suo scranno, e con l’aiuto di una cricca di curatori fallimentari, commercialisti e avvocati, ha messo mano ad almeno quattro procedure fallimentari illegalmente, al fine di appropriarsi indebitamente del denaro con cui pagare i debitori. Il giudice della sezione fallimentare del tribunale di Roma Chiara Schettini è stata rinviata a giudizio dal gup del tribunale di Perugia. Le accuse contestate nei suoi confronti sono peculato, falso, corruzione e minacce.

Il magistrato si sarebbe spartita con gli altri professionisti almeno 5 milioni e mezzo di euro, provenienti da 4 procedure in fase di liquidazione, di cui lei era giudice delegato. In altri due casi, invece, avrebbe solamente tentato di accaparrarsi le somme di denaro dai fallimenti ma non ci sarebbe riuscita per incapienza del passivo fallimentare. Insieme con la Schettini il gup ha disposto il processo per altre sedici persone, fra cui il curatore fallimentare Federico Di Lauro, da cui la donna avrebbe ricevuto come ricompensa per la nomina a curatore fallimentare in un procedimento “un televisore al plasma, un impianto hi-fi e il mensile della palestra”.

Quattro i fallimenti depauperati dalla Schettini e soci: Pasqualini spa, per circa 3 milioni di euro, Domitia
Hospital srl, per 770mila euro, Tecnoconsult, per oltre un milione di euro e Impresa Molinari, per oltre 860mila euro. Il meccanismo utilizzato era più o meno sempre lo stesso: il giudice nominava curatori fallimentari infedeli e, con l’aiuto di avvocati che redigevano atti falsi di insinuazione al passivo, in molti casi di persone per lo più inesistenti, e di consulenti che redigevano perizie compiacenti, riusciva a creare crediti fittizi che poi venivano riscossi e spartiti.

Link all’articolo su Repubblica.it

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TG LA 7 la cupola alla Fallimentare di Roma

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Un bel servizio sul Giudice Chiara Schettini, più mafiosa dei mafiosi (parole sue), con gli amici calabri che ti vengono a casa a massacrare di botte se non fai quello che dice.

http://tg.la7.it/cronaca/video-i785826?pmk=tgla7

 

Le Minacce del Giudice “Io giudice, più mafiosa dei mafiosi”

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Chiara Schettini, ex giudice fallimentare del Tribunale di Roma, arrestata per corruzione e peculato.

Giusto per ripristinare i rapporti di forza: «Cioè di fronte a certi atteggiamenti io divento più mafiosa dei mafiosi». E ancora, sempre al telefono con uno dei «suoi» curatori fallimentari (Federico Di Lauro): «Gli ho detto (riferendosi al suo compagno Piercarlo Rossi, ndr ) guarda, io ci metto un attimo a telefonare a dei miei amici calabri che prendono il treno, vengono, te danno una corcata de botte e se ne ripartono». Così parlava Chiara Schettini, l’ex giudice fallimentare del Tribunale di Roma, arrestata per peculato, ricordando di volta in volta ai suoi interlocutori che il giudice era lei.

Che lei, una volta informata, era in grado di risolvere i problemi. Nelle sue vene, sottolinea spesso sforzandosi di prevalere sui suoi interlocutori, c’è sangue «calabrese». Di buona famiglia, cresciuta ai Parioli, ottimi studi, curriculum prestigioso, conversazione colta, eppure Chiara Schettini, è la stessa donna che, con brutale determinazione, firma e spedisce un fax di incontrovertibili minacce nei confronti di uno degli avvocati che l’aveva denunciata ai magistrati di Perugia. Fax peraltro indirizzato a un personaggio controverso, Massimo Grisolia, ingaggiato in prima battuta per convincere un testimone a ritrattare accuse contro di lei.

Il tribunale fallimentare di Roma (foto Proto)Il tribunale fallimentare di Roma (foto Proto)

Nel documento, trasmesso ai primi del 2013, si legge: «Ho riflettuto sul fatto che potrei soprassedere alla richiesta restitutoria (15mila euro utilizzati da Grisolia , ndr ) ma lei caro professore mi deve togliere dalle palle il suo amico Massimo (l’avvocato Vita, ndr ); ho saputo che ha richiesto la riapertura di due procedimenti ovviamente da lui stesso promossi e conclusi con conferma di archiviazione…. È veramente una rottura senza limiti… Lei deve far capire al suo amico che è meglio che non insista perché non domani, nè magari dopo domani ma anche fra dieci anni io lo ammazzo».

Pochi dubbi quindi che sui risarcimenti pilotati al fallimentare (dove buone e consolidate relazioni possono tuttora aprire molte porte) tra gli anni 2004 e 2008 – tutte procedure approfondite dagli investigatori coordinati da Nello Rossi – la Schettini avesse un ruolo determinante.
Tra i frutti delle perquisizioni eseguite mercoledì, con l’arresto della Schettini, l’affiorare di ulteriore documentazione che proverebbe il coinvolgimento di Grisolia, una sorta di «faccendiere» secondo gli investigatori di Perugia, nelle vicende della giudice. L’interrogatorio di garanzia è previsto per venerdì. La Schettini, assistita da Carlo Arnulfo e Giovanni Dean nega ogni addebito e risponderà alle domande del pm Manuela Comodi.

Ilaria Sacchettoni
isacchettoni@rcs.it

14 giugno 2013 | 10:46

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Chiara Schettini, ex giudice fallimentare di Roma arrestata. “Sentenze pilotate”

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PERUGIA – Chiara Schettini, ex giudice fallimentare del Tribunale Roma, è stata arrestata mercoledì mattina su disposizione della Procura di Perugia. Il provvedimento sarebbe legato alla sua attività professionale nella Capitale.

Il giudice, nel frattempo trasferito ad altra sede, è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Perquisizioni sarebbero ora in corso da parte dei magistrati perugini a Roma.

La giudice è accusata dai pm di Perugia di essere coinvolta in una “cricca di avvocati e commercialisti che imperversava alla Fallimentare di Roma”. Insieme a lei, iscritti sul registro degli indagati ci sono anche il presidente della sezione che ha adottato la maggior parte delle sentenze finite sotto inchiesta, Fausto Severini, e il giudice a latere Nicola Pannullo.

Il nome della giudice Schettini era balzato agli onori delle cronache alcuni anni fa in merito alla controversa sentenza, da lei firmata, che diede momentaneamente il via libera all’utero in affitto per una donna che non riusciva ad avere figli.

La cricca dei curatori fallimentari, sarebbe secondo l’accusa, di una serie di sentenze pilotate che attraverso la redazione di documenti falsi e scritture notarili con firme “taroccate”, avrebbero lasciato confluire quantità ingenti di denaro su conti correnti bancari in Svizzera e a Cipro, per poi sparire nei paradisi fiscali.

Fallimenti e truffe Nel mirino dei pm anche tre giudici

In cala viola, calaviola, caso sannino, Chiara Schettini, corruzione, Fallimentare di Roma, Fallimenti aziende sane, fallimenti pilotati, Frasca Daniela, Letizia Proietti, natura park, orosei, playa esmeralda on febbraio 19, 2013 at 12:40 pm

Tribunale Gli atti verso la trasmissione a Perugia

L’inchiesta sulla «cricca» degli avvocati

Consulenti strapagati. Sentenze in tempi record (1 giorno). Deleghe stravaganti ammesse senza eccepire (come quella rilasciata nel Delaware ad un cittadino della Georgia, residente a 680 chilometri di distanza). E soprattutto crediti pagati senza alcuna verifica supplementare. In un caso due milioni e cinquecentomila euro per una presunta sceneggiatura commissionata da una società produttrice di olio extravergine. Casi vistosi di sciatteria. Non solo Chiara Schettini. I magistrati di Perugia che per competenza territoriale si troveranno a indagare sui colleghi del fallimentare di Roma dovranno valutare anche l’operato dei colleghi della Schettini. Leggi il seguito di questo post »

Truffe sui fallimenti Gli interrogatori inguaiano la giudice

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L’inchiesta Nel mirino anche le «parcelle d’oro» ai periti

Pressioni della Schettini sui colleghi Accuse Durante le deposizioni sono emersi sette episodi di abuso d’ufficio da approfondire legate alle decisioni prese dal collegio in seguito ai «condizionamenti»

Quando il meccanismo si inceppava, quando il via libera alla liquidazione dei falsi creditori incontrava ostacoli, allora Chiara Schettini faceva pesare il suo parere di giudice delegato sui colleghi del collegio della Fallimentare. È accaduto sette volte nei tre procedimenti sotto accusa. E cioè quei fallimenti delle «Pasqualini» s.p.a, «Tecnoconsult» s.r.l e «Domitia Hospital» sui quali il pm Stefano Fava ha indagato e che la settimana scorsa hanno portato all’arresto di 14 persone. Leggi il seguito di questo post »