DEI GIUDICI E DELLE PENE: CORRUZIONE NEL TRIBUNALE FALLIMENTARE

Notizia: Arrestata la Maga Mercenaro, coinvolto il giudice Chiara Schettini

In cala viola, Chiara Schettini, corruzione, Fallimentare di Roma, Fallimenti aziende sane, fallimenti pilotati, Frasca Daniela, Letizia Proietti, natura park, orosei, playa esmeralda on novembre 19, 2009 at 12:26 pm
L’UNIONE SARDA 18 NOVEMBRE 2009 – link
La maga fa i nomi dei politici da Franco Frattini a Enzo Bianco

Ma del suo ruolo nei servizi segreti la maga di Calasetta non vuol parlare: «Altrimenti mi ammazzano». Consulente intuitivo di molte procure ha lavorato su numerosi omicidi, anche al caso Moro

Franco Frattini è un amico di vecchia data, Enzo Bianco pure. L’attuale ministro degli Esteri è stato più volte ospite nella sua casa di Calasetta ed è andato con lei anche a Milano, nel centro estetico di Anna Buono. L’ex ministro dell’Interno nel 1996 le ha fornito un lasciapassare dei servizi segreti firmato dal Presidente del Consiglio, niente particolari sulla sua attività, però, altrimenti «mi ammazzano».

Non sono millanterie le amicizie vip di Michela Mercenaro. Ne aveva parlato per prima Gabriella Ranno, la protagonista di una delle più grosse truffe finanziarie mai scoperte in Sardegna diventata, quasi un contrappasso dantesco, vittima di un imbroglio a base di riti magici. E ora, dopo l’arresto, lo conferma anche la maga. Davanti al gip di Cagliari che le contesta l’estorsione, la truffa e la ricettazione ai danni di una serie di clienti danarosi e superstiziosi, ammette senza reticenze: è vero, ho amicizie importanti. Politici come Frattini e Bianco ma anche il giudice romano Chiara Schettini frequentavano Calasetta, e il responsabile delle relazioni esterne del Sole 24 Ore Alfonso Dellerario, e l’ex deputata sarda di Forza Italia Gabriella Pinto, e finanzieri discussi come Franco Ambrosio, l’ex proprietario dell’Italgrani assassinato a Napoli il 14 aprile scorso, e Giampiero Boccardi, titolare dell’ Istituto Finanziario Ambrosiano. Sì, politici, magistrati e imprenditori: la fama di Michela Mercenaro ha varcato il Tirreno molto tempo fa. Nel 1987 un articolo su Gente l’ha lanciata in campo nazionale come pranoterapeuta, il Maurizio Costanzo Show l’ha introdotta negli ambienti della politica e della finanza. Al punto che Ambrosio e Boccardi, alla vigilia di decisioni importanti, la mandavano a prendere e non facevano nulla prima della sua consulenza intuitiva .

È tranquilla la maga Michela quando nel carcere cagliaritano di Buoncammino ricostruisce la sua storia davanti al giudice Cristina Ornano: fa sfoggio di una cultura vastissima, soprattutto in campo religioso, cita a memoria numerosi salmi della Bibbia, pure quelli interpretati dalle sue vittime come minacce e, per negare le gravissime accuse mosse dal pm Giangiacomo Pilia, disegna il contesto. A cominciare dal suo passato: era un uomo, anzi no, e in termini scientifici spiega come la sua malformazione avesse richiesto uno dei primi interventi chirurgici per il cambio del sesso. Ha indossato la tonaca del sacerdote per undici anni, poi ha cambiato identità, si è sposata in chiesa col nulla osta del Tribunale ecclesiastico e da allora lavora come sensitiva. Studio a Calasetta, nella villa su due piani con piscina che divide col marito, Antonio Sassu, trascinato in questa storia di riti magici ed estorsioni con l’accusa di favoreggiamento, ma anche a Roma e Milano, dove i clienti fanno la fila. Non è un caso: negli anni Novanta è stata ospite fissa del Maurizio Costanzo Show e lì ha conosciuto un sacco di gente che conta. Anche se in campo ecclesiastico aveva già le sue entrature, e che entrature: una Bolla di Papa Paolo VI le consentiva l’accesso agli archivi vaticani, era pure autorizzata alla consultazione dei testi antecedenti la Genesi.

Davanti al giudice si sofferma sulla sua religione, la maga Michela: è cattolica ma di una particolare chiesa riconosciuta in Brasile, e proprio da lì, un regalo, arriva il teschio umano, risalente a 200 anni fa, sequestrato dalla Guardia di Finanza nella sua villa di Calasetta. La Mercenaro racconta e non si scompone: sono previste preghiere ma anche sacrificio di animali, agnelli e galline.

Riti religiosi a fin di bene, certo, ma in caso di attacco possono essere usati anche per difendersi, sottolinea col sorriso nel corso del lungo interrogatorio in carcere.

Del resto, che male c’è? Perfino la magistratura si è servita delle sue doti: diverse procure l’hanno nominataconsulente intuitivo : si è occupata di molti omicidi, perfino del caso Moro. Si è proposta, quella volta senza successo, pure per risolvere il giallo legato alla morte del colonnello della Guardia di Finanza Vittorio Vibaldi, assassinato con un colpo di pistola alla testa il 31 agosto 2000 a Cagliari.

Ecco perché proprio non se l’aspettava quell’intrusione all’alba dell’11 novembre scorso. A quegli uomini in divisa che le notificano l’ordinanza di custodia cautelare e rovistavano la villa e sequestravano l’altarino dei riti e una montagna di documenti, alcuni particolarmente delicati, tentava di spiegare: deve esserci un errore. Ma siccome quelli continuavano ha chiamato la sua amica giudice (Chiara Schettini ndr) e questa ha voluto parlare coi finanzieri, e ora non è detto che l’interferenza non porti a un procedimento disciplinare davanti al Consiglio superiore della magistratura.

Più pragmatici, gli avvocati Bernardo e Gianluca Aste hanno telefonato a un medico ma neanche il certificato è servito. Sarà lo psichiatra Giampaolo Pintor, nominato dal giudice Cristina Ornano su richiesta del pm Giangiacomo Pilia, a valutare se le condizioni della Mercenaro siano compatibili con la reclusione in un carcere. La decisione è attesa per venerdì. Nel frattempo i difensori hanno presentato istanza di scarcerazione contestando il merito delle accuse. Il gip si è riservato.

I suoi concittadini intanto la difendono, è una brava persona. Eppure le accuse che l’hanno portata in cella fanno rabbrividire: avrebbe estorto denaro e gioielli a clienti sull’orlo della disperazione. Ecco perché in diversi passaggi dell’ordinanza viene definita dal giudice come esosa, avida, profittatrice, forte, aggressiva, prevaricatrice. Avrebbe irretito perfino la Ranno, una donna capace di tenere in scacco i vertici della finanza e della politica sarda con una mega truffa ai danni degli enti regionali: la grintosa promoter è finita nelle mani della maga e ha sborsato fior di quattrini e consegnato penne di valore e pagato gli interventi di chirurgia estetica per evitare ritorsioni. Se non pagava la minaccia era sempre la stessa: conosco gente importante, ti farò terra bruciata intorno.

MARIA FRANCESCA CHIAPPE

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